Partenza: Poranceto (923 m)
Lunghezza: circa 20 km
Dislivello in salita: 700 m
Quota massima: 1.190 m
Grado di difficoltà: difficile (tracciato con tratti su sterrato o sentiero e frequenti salite e discese anche impegnative)
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
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Il piacevole itinerario conduce dal Centro Visita di Poranceto alla scoperta dei solitari paesaggi dell’alta valle del Brasimone, dove si raccolgono le fresche acque che alimentano il bacino omonimo in un alternanza di boschi e radure popolati da cervi e altri ungulati. Il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche, occorre solo fare attenzione a un guado che può diventare più complicato nei periodi piovosi. Da Poranceto (923 m / N 44° 07′ 53″, E 11° 05′ 50”), dove esistono possibilità di parcheggio, ristorazione e pernottamento, si sale per un ampio sentiero, fiancheggiato da siepi ed estese praterie punteggiate in primavera da colorate fioriture, sino a una panoramica sella (0,7 km / 925 m / N 44° 07′ 37″, E 11° 05′ 57”), punto di incrocio di vari sentieri. Proseguendo diritto per la sterrata si scende verso il Ceredaccio dove si devia a sinistra (sentiero CAI. 039) e, tagliando a mezza costa, si raggiunge la Guardata (2,1 km / 874 m / N 44° 07′ 45″, E 11° 06′ 39”). Scesi sulla riva del bacino del Brasimone si gira a sinistra in direzione della diga delle Scalere e, superato l’imponente sbarramento alto 35 m, si devia subito a destra per seguire la strada che conduce verso il Centro Ricerche Enea. Si costeggia la riva destra del bacino sino a incontrare sulla sinistra (3,8 km / 847 m / N 44° 07′ 18″, E 11° 07′ 06”) una strada ripida chiusa al traffico che, superata una sbarra, diventa sterrata e più avanti intercetta il sentiero CAI 001. Seguendo i segnavia bianco rossi si giunge alla fresca fonte di Pian Colorè che scaturisce all’ombra di una maestosa faggeta. Proseguendo nel bosco dopo alcune curve si lasciano le indicazioni CAI per scendere a destra verso il rio Torto (6,6 km / 981 m / N 44° 06′ 41″, E 11° 07′ 15”). Superato il rio con un guado non sempre agevole, si gira a sinistra e si sale fiancheggiando il corso d’acqua; per raggiungere un cancello, che è possibile superare lateralmente, e arrivare al valico di San Giuseppe (8,3 km / 953 m / N 44° 06′ 13″, E 11° 06′ 58”). Girato a destra si segue la sterrata salendo sino a un bivio dove occorre tenere ancora la destra per arrivare a Sasso Bibbio. Giunti alla sella si incontra nuovamente il sentiero CAI 001 (9,8 km / 1164 m / N 44° 06′ 14″, E 11° 06′ 21”) e lo si imbocca a sinistra. Dopo un breve tratto con la bici a mano si procede in quota all’interno della faggeta aggirando la cima di Monte della Scoperta per arrivare a Sorgente della Faggeta (10,8 km / 1174 m / N 44° 05′ 50″, E 11° 05′ 55”). Mantenendosi per un lungo tratto a ridosso del crinale che segna il confine tra Emilia-Romagna e Toscana, dove si incontrano ancora i cippi confinari posti dal Granducato di Toscana alla fine ’700, si arriva a la Pianaccia e si scende verso un piccolo rifugio noto come Eremo del Viandante (13,2 km / 1139 m / N 44° 05′ 29″, E 11° 04′ 39′‘). A lato dell’edificio si incontra una sterrata che scende velocemente e, superato un agriturismo, raggiunge Fontana del Boia. Seguendo ora la strada che fiancheggia il rio Brasimone si scende sino alle rive del bacino omonimo dove si devia subito a sinistra (18,3 km / 847 m / N 44° 07′ 23″, E 11° 06′ 14”) per prendere la strada che sale ripida al Ceredaccio e, divenuta sterrata, prosegue sino alla sella oltre la quale si fa ritorno in breve a Poranceto (20 km / 923 m / N 44° 07′ 53″, E 11° 05′ 50”).
Note:
- I riferimenti cartografici si basano sulle Carte Tecniche Regionali dell’Emilia-Romagna in scala 1:25.000, secondo la proiezione UTM fuso 32T, Datum WGS 84.
Dove: Parco Regionale dei Laghi Suviana e Brasimone