L'itinerario espositivo attraversa tutto il territorio del paese ripercorrendo le rotte carovaniere che da Baku si diramavano a Gobustan, Shamakhi,
Gabala, Shaki, Barda, Karabakh e Ordubad. Si tratta di importanti centri culturali, scientifici e formativi, nei quali nacquero e si svilupparono ad alti livelli la tessitura dei
tappeti e della seta, il ricamo artistico, la lavorazione dei metalli e l’arte dei gioielli, l’estrazione del sale e la coltivazione del cotone, la preparazione delle tinture naturali e la
fabbricazione delle armi, la selleria e l’edilizia. Dall’antico Azerbaigian uscivano tappeti, seta grezza e tessuta, cotone, frutta secca, sale, zafferano, tinture naturali, ceramica
policroma, allume, armi, pietre preziose e gioielli, utensili di legno.
Il padiglione romano voluto dalla Repubblica dell'Azerbaigian riunisce una raccolta composita di oggetti rappresentativi della storia del paese. Tra i reperti
archeologici si possono ammirare antichissimi sassi, risalenti a più di 20 mila anni, esempi di arte rupestre. Tra gli oltre sessanta oggetti esposti si segnala, in particolare,
una pietra dipinta con figure umane risalente al 3000 avanti Cristo.
Per raccontare l'Azerbaigian del periodo delle esplorazioni di Marco Polo non possono mancare i tappeti, preziosissimi, esposti accanto ad altri tessuti di incredibile bellezza, ai
celebri foulard-kyalagai di seta, a manufatti in rame, gioielli e strumenti musicali. Tutto l'insieme evidenzia la varietà dei legami culturali, storici ed economici di un territorio
che fin dall’antichità è stato crocevia di commerci, culture e flussi migratori.
L’esposizione è realizzata grazie alla sinergia tra il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Roma Capitale; i servizi museali sono
di Zètema Progetto Cultura.