Premio Italia Arte Contemporanea 2012
Data Inizio:27 gennaio 2012
Data Fine: 20 maggio 2012
Il Premio Italia Arte Contemporanea, giunto quest’anno alla sua seconda edizione, è nato per sostenere e promuovere i più recenti sviluppi della scena artistica contemporanea e la nuova
generazione di artisti italiani nel contesto locale e internazionale. Inoltre, il Premio rappresenta un’occasione importante per la crescita della collezione del Museo, che viene incrementata
anche attraverso l’acquisizione di opere appositamente commissionate e prodotte.
In occasione del Premio Italia 2012, i quattro artisti finalisti – Giorgio Andreotta Calò, Patrizio di Massimo, Adrian Paci e Luca Trevisani - presentano altrettante opere
pensate appositamente per gli spazi del Museo, opere che riflettono sui temi di grande attualità, quali il paesaggio e la trasfigurazione della città, la storia come modello di identità
nazionale, il rito come momento di riconoscimento tra individui, la materia e la finitezza degli oggetti.
Al vincitore, che verrà decretato a poche settimane dalla chiusura della mostra, sarà dedicata una pubblicazione monografica su tutto il suo percorso artistico, con interviste, saggi e una
sezione antologica dei più importanti testi critici che ne hanno accompagnato il percorso.
GLI ARTISTI
Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979 – vive e lavora ad Amsterdam) selezionato da Chiara Parisi, Direttore Centre international d’art et du paysage (Ile de Vassivière, Francia), è stato
scelto dalla giuria perché “attraverso le sue sculture, installazioni e video ha creato opere che si collocano tra la poesia e la politica, con un legame molto forte ai temi del paesaggio e al
problema della clandestinità (…). I suoi lavori testimoniano un modo di affrontare la realtà delle periferie cittadine e la desolazione di alcuni ambienti naturali che mette in risalto
l’insopportabile solitudine sociale e psicologica dell’animo umano nel contesto del nostro tempo”.
Patrizio di Massimo (Jesi, 1983 – vive e lavora ad Amsterdam) selezionato da Francesco Manacorda Direttore di Artissima (Torino) è stato inserito tra il finalisti perché
“rappresenta un unicum in Italia per la capacità di fondere un’efficace critica alla storiografia del nostro paese con una sperimentazione linguistica innovativa (…). Analizzando i fatti storici
del colonialismo italiano l’artista parla in realtà del nostro presente storico e dell’identità nazionale, sviluppando una ricerca non solo estetica ma socio-politica sul ruolo propagandistico
del ‘ritorno all’ordine’ delle avanguardie durante periodi di conservatorismo”.
Adrian Paci (Shkoder- Albania, 1969 – vive e lavora a Milano) presentato da Cristiana Perrella curatore indipendente, è stato selezionato per l’approccio interessante alle
tematiche al centro del suo lavoro: l’esperienza dell’emigrazione, il nomadismo, l’identità, il rapporto tra privato e dimensione collettiva. “Le sue opere vanno dalla scultura alla fotografia,
dal video alle installazioni, con capacità iconica fuori dal comune. Il suo lavoro è impregnato della forza poetica del ricordo e della lontananza, del senso di solitudine e il desiderio che si
prova per ciò che si è stati costretti a lasciare. Paci costringe a ragionare su cosa voglia dire per ciascuno appartenere a un contesto, sul rapporto con le radici (…).
Luca Trevisani (Verona, 1979 – vive e lavora tra Berlino e l’Italia) presentato da Andrea Bruciati, Direttore artistico della Galleria comunale d’arte di Monfalcone, è stato
scelto per i suoi lavori che spesso “comportano lunghe e articolate operazioni di ricerca e riguardano il tema della collettività, indagando gli spazi e le dinamiche della condivisione (…). Lo
spettatore davanti ai suoi lavori percepisce una frequenza evocativa e sospesa in cui la fisicità del materiale e l’allusione sono i due strumenti con cui l’artista rende concrete le sue visioni,
nel tentativo di far collassare un mondo ordinato.