Il pittore britannico è protagonista di una grande retrospettiva alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma)
Graham Sutherland, Poised Form in a Landscape, 1969, olio su tela, 117x170 cm
La Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dedica un’importante retrospettiva, “Il pittore che smascherò la natura”, all’artista Graham
Sutherland (1903-1980); amato dai più grandi critici d’arte del Novecento, da Francesco Arcangeli a Roberto Tassi a Giovanni Testori, Sutherland è considerato, insieme a Francis
Bacon, uno dei capiscuola della pittura britannica.
La mostra – realizzata grazie a Fondazione Cariparma, Cariparma Crédit Agricole – è aperta al pubblico dall’8 settembre al 9 dicembre e propone una selezione
di lavori provenienti da collezioni private di notevole importanza, alcuni dei quali mai esposti prima. Corredano l’evento, curato da Stefano Roffi, il ricco catalogo
realizzato da Silvana Editoriale che contiene un testo di Martin Hammer, docente presso la University of Kent e consulente scientifico della Tate Britain di
Londra, attualmente il più accreditato studioso internazionale dell’artista.
La natura è al centro della ricerca artistica di Sutherland; dapprima nelle opere realizzate tra il 1940 e il 1945 le Devastations, predominano visioni cupe delle
città inglesi distrutte dalla guerra, successivamente è la natura nelle sue infinite trasformazioni a ispirarlo costantemente, attingendo, ma superando le suggestioni del
Romanticisimo, il “Sublime” di William Blake, i paesaggi all’inglese di John Constable.
Sutherland destruttura, riassembla, reinterpreta gli elementi, trasformandoli inicone dalle suggestioni psicanalitiche, come nelle Standing Forms degli anni
Cinquanta. Rompe il naturalismo tradizionale per dipingere una natura ambigua e talvolta crudele, popolata di strani esseri mutanti: nasce così il Bestiario
realizzato nel 1968 e poi quello del 1979 dedicato all’opera di Apollinnaire.
Ma l’artista britannico è famoso anche per i ritratti, amici, personaggi illustri, politici dei quali coglie la sostanza psichica e i cui volti indaga con lucida
pietas: lo scrittore Somerset Maugham o lo statista Winston Churchill che egli ritrae alla ricerca di una verità interiore contenuta in un dettaglio, una
piega della fronte, eppure significativa di un’intera esistenza.