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Il filo di seta tra Lucca e Hangzhou

La città toscana, unita a quella cinese dall'arte serica, ospita una mostra di manufatti e documenti per raccontare mille anni di scambi commerciali e culturali tra Oriente e Occidente

12 novembre 2011 - 31 gennaio 2012

Atlante catalano

Atlante catalano

Un filo unisce Lucca e Hangzhou, un filo di seta: la città italiana e quella cinese, infatti, sono centri storici della produzione serica, l'una candidata a entrare nel Patrimonio dell’Umanità e l'altra già inserita nella lista Unesco. La mostra "La Via della Seta", allestita al Must - Museo della Città di Lucca, a Palazzo Guinigi, dal 12 novembre 2011 al 31 gennaio 2012, nell'ambito delle celebrazioni per l’Anno Culturale Cinese in Italia, racconta questo legame e, più in generale, gli scambi culturali e commerciali tra Oriente e Occidente.

Nell'esposizione si possono ammirare 130 capolavori dell’arte serica cinese, centroasiatica e lucchese, percorrendo un itinerario di oltre mille anni di storia, dalla dinastia Tang alla dinastia Ming. 

Nel Medioevo Lucca fu la capitale europea della Via della Seta; le sete provenienti dall'Oriente venivano lavorate in tessuti di grande raffinatezza, poi esportati in tutta Europa. La città diede vita a un'industria moderna, creando una mirabile sintesi tra ricerca, produzione e commercio.

Hangzhou, antica capitale della dinastia Song Meridionale, citata da Marco Polo nel Milione, è il principale centro di produzione serica in Cina tanto del passato quanto del presente.

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni: la prima è dedicata a Lucca, con oggetti provenienti da collezioni pubbliche e private lucchesi; la seconda alla produzione e al commercio della seta tra Cina, Asia Centrale e Mediterraneo, con oggetti provenienti dal Museo della Seta di Hangzhou e da altre istituzioni pubbliche e private italiane; la terza alle tecniche di fabbricazione del mondo islamico e bizantino e alla loro diffusione in Europa, con oggetti provenienti da collezioni private italiane.

Tra i pezzi più significativi ci sono vestiti e tessuti (sciamiti, broccati, garze, ricami) di epoca Liao, Jin, Song e Ming, figure in terracotta rappresentanti cammelli battriani e mercanti centro-asiatici di epoca Tang, dipinti su seta di epoca Song e Yuan rappresentanti Gengis Khan, due grandi rotoli di epoca Ming che rappresentano i viaggi dell’imperatore, testi ufficiali che descrivono le tecniche di produzione e lavorazione e alcuni modelli di telai.
Si ammirano, inoltre, abiti festivi di alti dignitari, quattro insegne di rango di funzionari imperiali e un pannello in raso ricamato, tutti di epoca Qing.
Per quanto riguarda l’Asia Centrale, spiccano dodici vestiti da cerimonia in tessuto ikat prodotti in Uzbekistan nel XIX secolo.

Ai manufatti si affiancano volumi e atlanti provenienti dalla Biblioteca Statale di Lucca, che rappresentano l’evoluzione della cartografia occidentale della Cina e dell’Estremo Oriente prima (Tolomeo) e dopo Marco Polo (Ortelio, Mercatore, Blaeu, Jansson, Martini, d’Anville): prima dei suoi viaggi, infatti, le notizie giungevano in Occidente attraverso la mediazione dei vari popoli stanziati lungo la Via della Seta.
Dall’Archivio di Stato di Lucca provengono il manoscritto di Georg Christoph Martini Viaggio in Toscana del 1745, contenente le descrizioni e i disegni dei macchinari utilizzati dai filatori, tintori e tessitori lucchesi; campionari di stoffe, gli Statuti della Corte dei Mercanti con il famoso torsello (balla) di seta come simbolo della città, i registri delle imprese, la donazione da parte del vescovo al convento di San Romano di una serie di paramenti sacri in sete asiatiche.

La mostra è stata realizzata dal Comune e dalla Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici, Ambientali e Architettonici di Lucca, dal Centro Studi Martino Martini sulle relazioni culturali Europa/Cina dell’Università di Trento, dal Museo Nazionale Cinese della Seta di Hangzhou.
I curatori sono Antonella Giannini (dirigente del Comune), Angelo Nencetti (responsabile Musei del Comune), Francesco Paolo Cecati, Antonia D’Aniello e Daniela Capra (Soprintendenza ai Beni Artistici, Storici, Ambientali e Architettonici); Domenica Di Giglio (esperta); Aldo Caterino (direttore del Centro Studi Martino Martini e storico del commercio e della navigazione), Elisa Gagliardi (docente di Storia dell’Arte Islamica all’Università di Chieti).
Hanno collaborato l'Archivio di Stato e la Biblioteca Statale di Lucca, la Collezione Negri Cambiagio di Vicenza, la Fondazione Ratti di Como, Allestimenti Gori Tessuti Calenzano Firenze, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e il Museo Nazionale di Palazzo Mansi, col patrocinio del Ministeri degli Affari Esteri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dell'Ambasciata Cinese in Italia.
I contenuti multimediali sono dell'Associazione culturale "Le vie scendevano a Oriente", Daniela Capra, Giovanni Tori, Reset Produzioni Audiovisive e Multimediali.
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Must - Memoria Urbana Storia e Territorio

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