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4 novembre 2016 5 04 /11 /novembre /2016 09:52

Umberto Boccioni
Genio e memoria

Mart Rovereto

05 NOVEMBRE 2016 / 19 FEBBRAIO 2017

Nella ricorrenza del primo centenario della morte di Umberto Boccioni (1882-1916), il Comune di Milano e il Mart di Rovereto celebrano l'artista con due mostre che ne evidenziano, alla luce anche di documenti inediti, il percorso artistico e la levatura internazionale. Dopo il successo a Palazzo Reale di Milano, la mostra Umberto Boccioni. Genio e memoria avrà una nuova e inedita versione espositiva nelle sale del Mart a partire dal 5 novembre.


Il progetto offre un percorso selettivo sulle fonti visive che hanno contribuito alla formazione e all'evoluzione dello stile dell'artista futurista. L'esposizione, frutto di un lavoro di ricerca svolto dai Musei Civici di Milano e promossa dalla Soprintendenza del Castello Sforzesco in collaborazione con il Museo del Novecento, il Mart di Rovereto e la casa editrice Electa, presenta circa 150 opere tra disegni, dipinti, sculture, incisioni, fotografie d'epoca, libri, riviste e documenti ed è sostenuta da prestiti e collaborazioni di importanti istituzioni museali e collezioni private italiane e straniere.

Umberto Boccioni. Genio e memoria dialoga con l'attività espositiva del museo, con le opere presenti nelle Collezioni museali e con i progetti della Casa d'Arte Futurista Depero, seconda sede del Mart. La mostra si lega, inoltre, all'attività di ricerca dell'Archivio del '900 del Mart, presso cui ha sede il CISF, Centro Internazionale Studi sul Futurismo.

MART di Rovereto

Corso Bettini, 43
38068 – Rovereto (TN)

T: +39 0464 438887
F: +39 0464 430827

info@mart.trento.it
www.mart.trento.it

Note

Call center 800 397760.

Tutte le domeniche pomeriggio alle ore 15.15 visita guidata al Mart e laboratorio per le famiglie.
Le iscrizioni si effettuano presso la biglietteria, a partire dalle 14.00
Il costo per la visita è di € 2.00 + il biglietto d’ingresso
Il costo per il laboratorio è di € 3.00 a bambino


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12 febbraio 2016 5 12 /02 /febbraio /2016 10:41
A Merano una mostra che documenta alcuni dei più significativi impieghi del corpo femminile come mezzo espressivo. Presenti tutte le esponenti storiche e una rappresentanza di artiste più recenti

Merano Arte (Bolzano) propone dal 6 febbraio al 10 aprile una mostra sulla Body Art e sulla Performance Art al femminile dagli anni Sessanta a oggi. L’esposizione, intitolata “Gestures - Women in action” e curata da Valerio Dehò, documenta, mediante quaranta opere tra fotografie, video, oggetti e collage, alcuni dei più significativi impieghi del corpo come mezzo espressivo: tutte le esponenti storiche – Yoko Ono, Marina Abramovic, Valie Export, Yayoi Kusama, Ana Mendieta, Gina Pane, Carolee Schneemann, Charlotte Moorman, Orlan – sono presenti, insieme a una rappresentanza di artiste più recenti, quali Sophie Calle, Jeanne Dunning, Regina José Galindo, Shirin Neshat, Silvia Camporesi e Odinea Pamici.

Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con The Cultural Broker e 123 Art, segue un ordine cronologico, partendo da Yoko Ono, pioniera di questa corrente, già attiva negli anni Cinquanta nel movimento Fluxus; in mostra il celebre video e alcune fotografie della performance Cut piece (1965) e alcune immagini di Bed in (1969), eseguita col marito John Lennon. Il percorso procede con Marina Abramovic, con un video e alcune foto di Mario Carbone della performance Imponderabilia (1977), realizzata con il compagno e artista Ulay, e il video della performance svolta nel 2010 al MoMa di New York The Artist is present.

A seguire viene documentato il lavoro della cubana Ana Mendieta, che trae ispirazione dalla ritualità legata alle antiche culture indigene e a una forte radice trans-culturale, con particolare riferimento alla performance Blood sign (1972). In dialogo con quest’opera l’Azione sentimentale (1973) di Gina Pane. Tra le testimoni degli anni Settanta anche la giapponese Yayoi Kusama, attiva negli Stati Uniti come performer dagli atteggiamenti audaci legata al movimento hippie.

Si continua con due autrici che hanno messo al centro della loro riflessione la sessualità, i generi e la sofferenza delle donne: l’austriaca Valie Export e la statunitense Carolee Schneemann. Sul tema dell’ibridazione tra natura e tecnologia si è concentrata, invece, la francese Orlan, famosa per le operazioni di chirurgia plastica ed estetica attraverso le quali ha modificato il proprio corpo e il proprio volto utilizzandoli come materiali artistici.

L’itinerario prosegue con Sophie Calle, che in Mon ami (1984) esplora il tema dell’identità e dell’intimità femminile, e con un’altra performance di Marina Abramovic, Balkan Baroque, Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 1997. All’immagine dell’artista serba seduta in mezzo a una montagna di femori di manzo fa da contrappunto quella della statunitense Jeanne Dunning, in Long hole (1994-96), riflessione sulla fisicità,l’identità e la sessualità. L’iraniana Shirin Neshat col cortometraggio del 2001 Pulse rivolge, invece, l’attenzione al ruolo sociale della donna nelle società islamiche contemporanee.

Un delicato universo femminile è quello di Silvia Camporesi (Il sale della terra, 2006); un’altra italiana, Odinea Pamici, in Ballo per Yvonne (2005), gioca con gli stereotipi sulle donne. Per finire, gli “atti di psicomagia” della performer guatemalteca Regina José Galindo, la cui gestualità aggressiva sfida i limiti fisici e psicologici, trasformando il corpo nel teatro di un conflitto permanente.

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4 novembre 2015 3 04 /11 /novembre /2015 11:01
A quarant’anni dalla morte dello scrittore, la Bncr inaugura un’area espositiva permanente incentrata sul suo rapporto con le borgate. Ricostruzioni di ambienti, immagini di film e carte autografe in un percorso-laboratorio. Inoltre, una mostra fotografica di Rodrigo Pais

In occasione dei quarant’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini e all’interno del programma di valorizzazione del patrimonio novecentesco Spazi900, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dedica allo scrittore una nuova aerea espositiva permanente dal titolo“Ragazzi leggeri come stracci. Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura”, che sarà inaugurata mercoledì 4 novembre. Il progetto è stato selezionato e finanziato da un’apposita Commissione istituita dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e presieduta daDacia Maraini. All’inaugurazione interverranno il ministro Dario Franceschini; il direttore generale per le Biblioteche e gli Istituti Culturali, Rossana Rummo, e il direttore della Biblioteca Nazionale, Andrea De Pasquale; lo scrittore Marco Lodoli leggerà un suo scritto composto per l’occasione.

Lungo un percorso diviso per ambienti, di forte impatto scenografico, Pasolini entra idealmente in contatto con le borgate e con i personaggi che popolano la sua opera, ricreati e raccontati attraverso i romanzi Ragazzi di vita e Una vita violenta, e le immagini dei film Accattone e Uccellacci e uccellini. Lo scrittore incontra i suoi ragazzi «leggeri come stracci» nei luoghi di maggiore convivialità. Da una parte la piazza con i tavolini del bar, fulcro della vita sociale delle periferie romane, dall’altra il campetto di pallone. Sullo sfondo appare la campagna che si sta urbanizzando con i palazzi in costruzione. Dagli spazi esterni si passa a quelli interni attraverso gli archi dell’acquedotto: si entra così nel luogo chiuso e protettivo della casa.

L’approdo è il laboratorio dello scrittore tra le carte possedute dalla Biblioteca Nazionale, frequentata dallo stesso Pasolini: oltre ai due romanzi, le tragedie, Passione e ideologia, Il sogno di una cosa, Progetto per un film su San Paolo, La nuova gioventù, La divina mimesis, Lettere luterane. Si tratta di uno dei fondi più importanti posseduti dall’istituto relativi alla letteratura contemporanea insieme a quello di Elsa Morante, due nomi legati da una profonda amicizia e da un dialogo non solo quotidiano ma soprattutto letterario. Le carte di Pasolini, donate dagli eredi nel 1977 e nel 1996, insieme a quelle da lui inviate a Enrico Falqui, presenti nell’archivio del critico, fanno dunque della Biblioteca uno dei più rilevanti luoghi di conservazione delle sue opere, testimoniando appieno la sua poliedrica attività: dalla narrativa alla poesia, dal teatro al cinema, dagli scritti critici agli interventi sui giornali.

In collaborazione con l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, l’esposizione sarà arricchita da testimonianze audiovisive. Verrà organizzata unarassegna cinematografica, rivolta alle scuole, per approfondire il cinema di Pasolini legato a Roma e alle sue periferie. Saranno proiettati i film Accattone,Mamma Roma, La ricotta e Uccellacci e uccellini. Una postazione video permetterà invece di prendere visione di alcuni documentari.

Nell’ambito di questo progetto, la Biblioteca Nazionale di Roma collaborerà con la Direzione Generale Educazione e Ricerca del Mibact per coinvolgere le scuole in un percorso didattico incentrato sulla lettura di Ragazzi di vita e Una vita violenta. Il progetto consentirà la realizzazione, da parte degli studenti liceali, di prodotti creativi – audiovisivi, multimediali, teatrali – incentrati sul rapporto tra Pasolini e le periferie romane.

La Biblioteca propone inoltre, in collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura e con l'Associazione Frascati Poesia, una lettura scenica di Pilade di Pier Paolo Pasolini, le cui diverse stesure dattiloscritte sono conservate presso l'istituto insieme alle altre tragedie. Per la regia di Graziano Piazza, con la presenza dell'attrice Viola Graziosi, la lettura si trasforma in un laboratorio sperimentale coinvolgendo alcuni licei romani in una riflessione sul fattore politico del teatro pasoliniano.

L’esposizione permanente dedicata alla figura di Pasolini è accompagnata, inoltre, da una mostra fotografica sulle borgate romane tratte dall’Archivio di Rodrigo Pais, conservato presso l’Università degli Studi di Bologna, dal titolo “Il fotografo in borgata. Scatti dall’archivio di Rodrigo Pais”, a cura di Guido Gambetta e Glenda Furini. Attraverso 60 immagini, selezionate tra le migliaia del fotoreporter che collaborò con «l'Unità» e «Paese Sera», la mostra illustra le condizioni di vita nelle borgate e dei baraccati di una Roma in espansione edilizia, le stesse dei ragazzi di vita di Pasolini.

Nell’occasione, infine, verrà presentato il francobollo commemorativo di Pier Paolo Pasolini, nel quarantesimo anniversario della morte, emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico.

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17 settembre 2015 4 17 /09 /settembre /2015 08:35
Si svolgerà a Ravenna dal 21 al 27 settembre la tredicesima edizione del Festival letterario “GialloLuna NeroNotte”, dedicato alla letteratura gialla, noir e thriller. “La femme fatale” è il titolo dell’edizione di quest’anno, che renderà omaggio con una mostra ai 50 anni di Valentina, il personaggio creato da Guido Crepax; ricorrenza d’obbligo per un festival ravennate è poi quella del 750º anniversario della nascita di Dante Alighieri (la cui tomba è nella città). Tra gli autori ospiti sono attesi Maria Silvia Avanzato, Annamaria Fassio, Alessandra Selmi, Divier Nelli, Nevio Galeati, Carlo Raggi, Guido Pasi, Maurizio Mariani, Vito Ronchi, Paolo Casadio, Francesco Fioretti, Giulio Leoni, Kim Paffenroth, Antonio Casanova. In programma la terza edizione del Concorso letterario “GialloLuna NeroNotte” per racconti inediti, organizzato insieme alla collana “Il Giallo Mondadori”.
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22 agosto 2015 6 22 /08 /agosto /2015 14:08
Tessuti e accessori, sete e prodotti tessili raccontano la bellezza e l'eccellenza del “Made in Como” nella mostra "Yarn: Thread or Story", allestita dal 29 luglio al 3 settembre nelle Serre di Villa del Grumello, a Como. L’esposizione si caratterizza come una sorta di percorso “dietro le quinte”, nei luoghi in cui, con tecnologie avanzate, si producono quelle stoffe che poi i grandi stilisti trasformano in abiti da sogno. I materiali sono stati messi a disposizione da sette primarie aziende comasche: Canepa, Effepierre, Girani, Ratti, Seride, Taroni e Luigi Verga. La rassegna è promossa dal progetto ComOn Creativity Sharing, con il supporto di Unindustria Como.
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11 aprile 2015 6 11 /04 /aprile /2015 09:28

LUCE SULL’ARCHEOLOGIA Sette incontri al Teatro Argentina per raccontare lo straordinario patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale di Roma

Sette incontri tra storia e arte al Teatro Argentina dall’11 gennaio al 19 aprile (ore 11) con i quali il Teatro di Roma, in collaborazione con la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, racconterà Roma, la sua grandezza e la sua storia, oltre che la ricchezza e l’unicità del suo straordinario patrimonio archeologico e dell’immaginario contenuto nei “frammenti” della città antica.

Un passato che torna nel presente attraverso un ciclo di sette incontri ad ingresso libero dal titolo LUCE SULL’ARCHEOLOGIA per regalare emozioni, scoperte e conoscenza, contribuendo alla valorizzazione e alla tutela del nostro patrimonio da custodire e tramandare come traguardo di cultura.

LUCE SULL’ARCHEOLOGIA è il contributo che segna una tappa rilevante nel servizio che il Teatro di Roma vuole rendere al più vasto pubblico, un viaggio ideale dove poter incontrare le molteplici scenografie dei principali siti antichi e dove la natura, l’arte e la storia si uniscono. Antichi percorsi e testimonianze, segni millenari di storia e cultura sono una traccia precisa di un riconoscimento della continuità di Roma, di uno splendore in parte dissolto ma che non ha mai interrotto una relazione con la nostra civiltà moderna.

Tra gli studiosi che hanno accolto l’invito: Maria Rosaria Barbera, Luciano Canfora, Andrea Carandini, Francesca Cenerini, Filippo Coarelli, Fedora Filippi, Patrizia Fortini, Eugenio La Rocca, Marina Mattei, Claudio Parisi Presicce, Rossella Rea, Andreas M. Steiner, Claudio Strinati.

Chiude la rassegna l’incontro del 19 aprile (ore 11) dal titolo “La reggia di Nerone. L’ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia” per un ritratto dell’imperatore che ha lasciato al mondo la reggia più sontuosa di tutti i tempi. Intervengono Fedora Filippi (direttrice scientifica della Domus Aurea per la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma dal 2009 al 2014), Eugenio La Rocca (professore di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana a La Sapienza - Università di Roma, già Sovrintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma), mentre Roberto De Francesco legge brani dagli Annales di Tacito e da Vite dei Cesari di Svetonio.

Redattore: RENZO DE SIMONE

Informazioni Evento:


Data Inizio: 19 aprile 2015
Data Fine: 19 aprile 2015
Prenotazione:Facoltativa
Luogo: Roma, Teatro Argentina
Orario: 11.00
Telefono: 06 6840 00311
E-mail: catia.fauci@teatrodiroma.net
Sito web: http://www.teatrodiroma.net http://

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18 marzo 2015 3 18 /03 /marzo /2015 15:28

 

 

 

Dal 19 Marzo 2015 al 30 Agosto 2015

TORINO

Luogo: Palazzo Chiablese

Curatori: Gioia Mori

ENTI PROMOTORI:

  • Comune di Torino - Assessorato alla Cultura

  • Direzione Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici del Piemonte

  • Polo Reale di Torino

 

COSTO DEL BIGLIETTO: € 13 Intero, € 11 Ridotto

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 011 0240113

E-MAIL INFO: dr-pie.comunicazione@beniculturali.it

SITO UFFICIALE: http://www.mostratamara.it/

 

COMUNICATO STAMPA: La Mostra Dedicata a Tamara de Lempicka - dal 19 marzo a Torino a Palazzo Chiablese, e successivamente Una Galleria Nazionale di Budapest all'Hungarian - Presenta circa 100 opere in Un percorso tematico di sei Sezioni (I mondi di Tamara, Natura morta , Devozione, Ritratti, Nudo, Moda) Che permettera al Pubblico di Conoscere Nuovi Aspetti della vita e dei Lavori della famosissima artista, le cui opere Sono icone universalmente riconosciute.
L'esposizione curata da Gioia Mori E, Promossa dal Comune di Torino - Assessorato alla Cultura, Dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino e Prodotta da 24 ORE Cultura -. Gruppo 24 Ore e Arthemisia Group La prima sezione racconta la SUA Realtà di artista Vissuta Tra due mondi, l ' Europa e l'America, esplorata in Un percorso Che Presenta le querelare Caso ei quadri ispirati Ai Loro interni. Il primo Genere cui si dedico la Lempicka E Quello della natura morta: La seconda sezione documenta this Suo interesse a Partire dagli anni giovanili Fino Agli Cinquanta; un'attenzione particolare e riservata ad opere ALCUNE Che presentano strette Connessioni con le contemporanee fotografie di Freund, Kertész, Kollar e Maar. Donna Dalla natura ambivalente, Una Una condotta trasgressiva fa coincidere ONU interesse insospettabile per la pittura "devozionale", Genere un cui E Dedicata la terza sezione. La quarta sezione E incentrata Sulla tipologia Che le procurò maggiore Successo:. La ritrattistica Per la prima volta si esporranno also ALCUNE citare Fonti pittoriche (per Esempio ONU acquerello di Hayez), a confronto con studi dell ' artista Che rivelano la SUA passione per l'arte antica. Tre Aspetti vengono analizzati in Particolare: i ritratti alle Dedicati "amazones", ovvero le amiche lesbiche, messi a confronto con fotografie di Brassai; Quelli Dedicati all'amica Ira Perrot, Uno dei Quali (il Ritratto d'Ira Perrot con calle) Vienne riproposto in Un allestimento FATTO A Nel New York 1933, grazie alla Documentazione recentemente rinvenuta Dalla curatrice della mostra; . e Infine i ritratti Dedicati ai bambini, in Particolare alla figlia Kizette La sezione Dedicata al nudo si sviluppa Attraverso l'esposizione di ONU antecedente antico (una tavola di Meta Cinquecento di cerchia fiorentina) a cui la Lempicka ha Fatto Riferimento, Che Dà origine ONU Una serie di spettacolari dipinti. In this sezione Sono COMPRESI Una cospicua serie di disegni Confronti e con fotografie di Albin-Guillot e Brassai Che rendono Evidente La ricerca della Lempicka sull'illuminazione e Gli scorci da Studio Fotografico. L'ultima sezione racconta il continuo rapporto della Lempicka con Il Mondo della moda. Vi si troveranno quindi le querelare illustrazioni per riviste databili al 1921, disegni, dipinti e fotografie dell'artista, scattate Dai massimi Fotografi di moda dell'epoca 1930-1950, da d'Ora ONU Joffé ONU Maywald. Due rari Filmati degli anni Trenta muovere faranno e rivivere l'artista NEGLI Spazi della Mostra.





 

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5 marzo 2015 4 05 /03 /marzo /2015 09:13
L’artista russo che rivoluzionò il linguaggio fotografico, introducendovi i principi del Costruttivismo, è protagonista di una mostra a Villa Manin, vicino Udine

Nel settembre del 1921 Aleksandr Rodčenko, tra i padri del Costruttivismo, mise in mostra tre tele monocromatiche,Puro colore rosso, Puro colore blu e Puro colore giallo, e dichiarò: «È tutto finito. Colori di base: Ogni piano è piano e non c’è rappresentazione». Abbandonò, quindi, sia pur temporaneamente, la pittura per dedicarsi al collage, al fotomontaggio e, soprattutto, alla fotografia. A questo specifico aspetto della sua produzione artistica è dedicata la mostra “Avanguardia Russa. Aleksandr Rodčenko. Fotografia”, allestita a Villa Manin a Passariano di Codroipo (Udine) dal 7 marzo al 28 giugno, a cura di Ol’ga Sviblova, in parallelo con un’altra esposizione sulla straordinaria stagione sperimentale dell’arte russa, “Capolavori dalla collezione Costakis”.

Pittore, scultore, tipografo, designer di mobili, scenografo, architetto d'interni e fotografo, Rodčenko (1891-1956) è protagonista di un’esperienza artistica di straordinaria innovazione in tutti gli ambiti in cui si è cimentato e artefice di una vera e propria rivoluzione nella fotografia.

Il percorso espositivo accoglie cento lavori, prestati dal Multimedia Complex of Actual Arts di Mosca, rappresentativi dei soggetti più amati dall’autore ma anche delle tecniche e delle invenzioni sperimentate: dalle copertine della rivista «Lef» alle pubblicità, dai fotomontaggi (alcuni dei quali realizzati con la compagna Varvara Stepanova) alle foto delle nuove architetture ai ritratti.

Rodčenko cominciò ad avvicinarsi alla fotografia per produrre materiali utili ai suoi fotomontaggi, ma a partire dal 1924 concentrò la sua attenzione proprio sul mezzo fotografico, inserendolo nella poetica costruttivista e cambiando il concetto stesso di fotografia: munito di una Leica, iniziò a riprendere l’ordinario e il quotidiano dandogli una nuova interpretazione, grazie a tagli obliqui e a punti di vista inconsueti; da strumento di registrazione della realtà, la fotografia divenne un mezzo per la rappresentazione dinamica di costruzioni intellettuali.

Il “Metodo Rodčenko”, che comprendeva il ricorso a composizioni diagonali, sfocati progressivi, inversioni orientative, esercitò un’influenza profonda sulle generazioni successive, fino a trasformarsi col tempo in un repertorio di “figure retoriche”. Nel 1928 l’arte di Rodčenko venne accusata di formalismo borghese; negli anni Trenta l’artista tornò alla pittura; dapprima si dedicò prevalentemente al reportage, poi, dal 1942 smise del tutto di fotografare.

La mostra è promossa dall’Azienda Speciale Villa Manin e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con la Fondazione Crup.

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19 febbraio 2015 4 19 /02 /febbraio /2015 15:15
A Firenze debutta un nuovo salone dedicato agli scavi e a quel patrimonio di antichità che attira ogni anno milioni di visitatori

Apre i battenti TourismA, il primoSalone Internazionale dell’Archeologia, a Firenze dal 20 al 22 febbraio, nelle strutture del Palazzo dei Congressi. La manifestazione – ideata dalla rivista «Archeologia viva»– punta i riflettori sul patrimonio archeologico d’inestimabile valore, capace di attrarre ogni anno in Italia milioni di turisti e appassionati di antichità.

La fiera è un appuntamento per tutti, con interventi dei massimi esperti del settore, laboratori di archeologia sperimentale, esercitazioni con i droni, spazi per i “piccoli archeologi”e un’ampia area espositiva dedicata aparchi, musei, università, operatori turistici, categorie professionali e associazionismo. Per l’occasione, è in programma anche un focus oltre i nostri confini, attraverso le missioni archeologiche italiane all’estero, in primis quelle impegnate nelle zone di guerra come Siria, Iraq, Afghanistan.

E ancora, si parla dei rischi derivanti dall’incuria e dalla problematica gestione dei nostri siti, primo su tutti quello di Pompei; fitto anche il programma di eventi dedicati alle novità archeologiche in Toscana – dai mosaici romani sotto la Fortezza medicea di Arezzo alle mura di Roselle alle scoperte sui fondali dell’Elba – grazie alla collaborazione della Soprintendenza per i per Beni archeologici e del Comune di Firenze che nelle giornate della manifestazione apre le porte deisotterranei di Palazzo Vecchio per mostrare la Florentia di duemila anni fa.

Tra i big della ricerca e della divulgazione storico-archeologica presenti alla manifestazione, l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi, lo storico dell’arte Philippe Daverio, il consigliere culturale del Presidente della RepubblicaLouis Godart, il medievista Franco Cardini, il divulgatore televisivo Alberto Angela. Ospite speciale, Paolo Matthiae, lo scopritore di Ebla, proprio nel cinquantesimo anniversario degli scavi che portarono al rinvenimento degli archivi reali della città siriana. Infine, con l’intervento di Dusan Sidjanski del Dipartimento di Scienze politiche di Ginevra, si affronta il caso archeologico che riguarda larestituzione alla Grecia dei Marmi del Partenone.

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17 gennaio 2015 6 17 /01 /gennaio /2015 09:53

Dal 31 gennaio 2015 nella splendida cornice del Castello Estense saranno allestiti alcuni dei capolavori di Giovanni Boldini e Filippo de Pisis, i due pittori ferraresi che furono protagonisti della scena artistica internazionale tra Otto e Novecento.

Dal 31 gennaio 2015 nella splendida cornice del Castello Estense saranno allestiti alcuni dei capolavori di Giovanni Boldini e Filippo de Pisis, i due pittori ferraresi che furono protagonisti della scena artistica internazionale tra Otto e Novecento.

Non una mostra ma un allestimento semi temporaneo, che intende riconsegnare al pubblico parte del patrimonio delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea rimasto celato in seguito al terremoto del 2012 e, al tempo stesso, restituire attraverso due percorsi monografici un intenso ritratto delle personalità artistiche dei maestri ferraresi.

Il percorso espositivo si aprirà con dipinti e opere su carta di Giovanni Boldini, una delle figure di spicco del rinnovamento della pittura italiana e internazionale, prima nella Firenze macchiaiola e poi nella Parigi degli impressionisti. Alcuni capolavori daranno risalto al suo ruolo di indiscusso protagonista della Belle Époque: icone della sua ritrattistica come il Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d’artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa, ma anche interni d’atelier, nature morte e vedute.

Il genio di Filippo de Pisis sarà invece protagonista della seconda parte della mostra. La parabola creativa dell’artista sarà raccontata grazie alle opere che sono entrate a far parte della raccolta ferrarese soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta. Dalle nature morte marine che segnano l’assimilazione della pittura metafisica e la nascita di un linguaggio più personale agli esiti della sua “stenografia pittorica” di cui sono un formidabile esempio le vedute parigine; dalle penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro fino ai lirici, commoventi capolavori della maturità quali La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio.

Non una mostra ma un allestimento semi temporaneo, che intende riconsegnare al pubblico parte del patrimonio delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea rimasto celato in seguito al terremoto del 2012 e, al tempo stesso, restituire attraverso due percorsi monografici un intenso ritratto delle personalità artistiche dei maestri ferraresi.

Il percorso espositivo si aprirà con dipinti e opere su carta di Giovanni Boldini, una delle figure di spicco del rinnovamento della pittura italiana e internazionale, prima nella Firenze macchiaiola e poi nella Parigi degli impressionisti. Alcuni capolavori daranno risalto al suo ruolo di indiscusso protagonista della Belle Époque: icone della sua ritrattistica come il Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d’artificio, laPasseggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa, ma anche interni d’atelier, nature morte e vedute.

Il genio di Filippo de Pisis sarà invece protagonista della seconda parte della mostra. La parabola creativa dell’artista sarà raccontata grazie alle opere che sono entrate a far parte della raccolta ferrarese soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta. Dalle nature morte marine che segnano l’assimilazione della pittura metafisica e la nascita di un linguaggio più personale agli esiti della sua “stenografia pittorica” di cui sono un formidabile esempio le vedute parigine; dalle penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro fino ai lirici, commoventi capolavori della maturità quali La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio.

GIOVANNI BOLDINI E FILIPPO DE PISIS A FERRARA

Biglietteria Castello Estense

Tel. +39 0532 299233
Fax +39 0532 299279

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